Don Pasquale Amoruoso: “Io non condivido le deviazioni sessuali….chiamatemi pure omofobo. Per me è un vanto!”. Intervista al prete che predica la parola di Dio su facebook.

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Le sue catechesi sono ormai quasi deserte, così come le messe. Tanti fedeli hanno deciso di non seguirlo più, segnalandoci un atteggiamento ossessivo nei confronti di omosessuali, lesbiche, trans, clandestini, islamici. Sempre molto presente e attivo su facebook in uno dei suoi ultimi post ha dichiarato: “Io non condivido le deviazioni sessuali….chiamatemi pure omofobo. Per me è un vanto!”

Ecco l’intervista a don Pasquale Amoruoso, parrocco della chiesa di san Giuseppe, iniziata bene ma finita molto male.

DOMANDA – Lei aborra gay, lesbiche, trans tanto da dichiarare in un post: “Io non condivido le deviazioni sessuali…..chiamatemi pure omofobo. Per me è un vanto!!” In Italia l’omofobia non è ancora reato ma una gravissima forma di discriminazione. La discriminazione è contemplata nella dottrina cattolica?

RISPOSTA – No, non è contemplata ma la dottrina cattolica dice la verità: due persone dello stesso sesso non possono formare una famiglia o avere una situazione pubblica di unione. Io confesso molti omosessuali e do loro l’assoluzione. Una cosa è riconoscersi peccatori quindi la Chiesa apre le braccia e perdona, altro è ostentare e volersi porre contro quello che è la dottrina della Chiesa. Io li ho confessati e ho dato loro l’assoluzione perchè tutti hanno riconosciuto che è un peccato.

DOMANDA – Quindi assolve solo coloro che riconoscono di essere nel peccato?

RISPOSTA – Coloro che riconoscono di essere cattolici, di essere nel peccato e desiderano cambiare. Come dice il papa: “chi sono io per giudicare se uno cerca di vivere cristianamente?”

DOMANDA – E’ vero, ma proprio da papa Francesco ad un certo punto lei prende le distanze. Nei suoi post su fb lo ritiene troppo progressista sostenendo invece chi definisce la sua una “scandalosa esortazione apostolica”.

RISPOSTA – Intanto l’esortazione apostolica non è un documento magisteriale. Quando il papa parla ex cathedra non si discute. Ma quando parliamo di esortazione apostolica non si parla di dogmi, semplicemente il papa pone determinati argomenti sui quali, non soltanto don Pasquale ma i cardinali Sarah, Muller, Kurt, non sono d’accordo e che hanno bisogno di essere chiariti. Anche il cardinal Caffarra ha chiesto al papa di chiarire alcuni punti. Il canone 212 del diritto canonico dice che noi abbiamo il diritto e dovere di far notare all’autorità ecclesiastica, qualora fosse anche il papa, di non condividere alcune cose. L’omofobia non è un reato, non capisco cosa mi stiate contestando. L’omofobia non significa non poter esprimere un proprio parere.

DOMANDA – Quindi lei confessa gli omosessuali solo però se ammettono di essere nel peccato e di voler cambiare. Ma mi spieghi, come se avessi 5 anni: da lei viene un adolescente che le confida, non in un confessionale, le sue tendenze omosessuali, le sue prime sensazioni, senza chiedere perdono. Lei cosa fa? Lo caccia o lo fa sentire semplicemente un diverso?

RISPOSTA – No, lo aiuto a recuperare la sua identità.

DOMANDA – E come fa?

RISPOSTA – Confessandolo, perdonandolo, dicendo di vederci continuamente, eventualmente se è necessario anche un intervento di carattere medico, psicologico. Non lo bollo; io ho sempre aiutato nella mia vita le persone. Ho conosciuto persone con questi problemi e su loro richiesta hanno fatto un percorso col medico.

DOMANDA – A giugno su padre Pusceddu si è abbattuta una bufera e l’indignazione del Paese per una sua omelia choc nella quale leggeva la lettera di san Paolo ai romani. E’ la stessa lettera che lei ha pubblicato sul suo profilo fb in cui, riferito agli omosessuali, si legge: “Dio li ha abbandonati alla loro intelligenza depravata, ed essi hanno commesso azioni indegne: sono colmi di ingiustizia, malvagità, cupidigia, di malizia; pieni di invidia, di omicidio, di lite, di frode, di malignità; diffamatori, maldicenti, nemici di Dio, arroganti, superbi, presuntuosi, ingegnosi del male, sleali, senza cuore, senza misericordia. E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo le commettono, ma approvano chi le fa”. Quindi per lei gli omosessuali meriterebbero la morte?

RISPOSTA – Lo ha detto san Paolo non io.

DOMANDA – Sì, ma lei, tra tutto quello che ha detto san Paolo, ha scelto di pubblicare in un post proprio questo passo?

RISPOSTA – Il prete deve comunicare le sacre scritture. Se sei cattolico devi accettare quello che dice san Paolo, altrimenti arrivederci e grazie.

DOMANDA – Ho capito. Quindi gli omosessuali sono tutto quello che viene detto in questo passo e meriterebbero la morte?

RISPOSTA – Sì, se san Paolo dice questo io condivido quello che dice. La morte di cui si parla non è una morte naturale ma del peccato.

DOMANDA – Dove lo specifica?

RISPOSTA – Non c’è scritto ma bisogna interpretarlo. Nelle sacre scritture il peccato è morte. Voi volete vietare che si pubblichi quello che dice san Paolo? E’ follia da parte vostra.

DOMANDA – Il suo essere omofobo non lo manifesta solo contro gli omosessuali ma contro l’islam, verso tutti quei clandestini che ogni giorno rischiano la propria vita per scappare dai loro paesi in guerra. Non una sola parola su quei bambini morti in acque straniere ma tante vignette che ridicolizzano quella gente. Anche questo è previsto dalla dottrina cattolica? Da un prete mi aspetterei che mettesse a disposizione la propria casa per ospitare i più deboli e bisognosi.

RISPOSTA – Lei mi deve fare il conto di tutti i bambini morti per aborto, i milioni di bambini che lei e quelli come lei ammazzate. Io non voglio approfittare dei clandestini perchè su queste persone c’è un business favoloso.

DOMANDA – Ma infatti lei non deve fare business, dovrebbe ospitarli gratuitamente.

RISPOSTA – No, no, gratuitamente non posso. Chi li ospita è perchè ha i soldi, pensi alle cooperative e a mafia capitale.

DOMANDA- Ma parlo di lei in quanto prete, uomo di fede e misericordia che dovrebbe dare accoglienza.

RISPOSTA – No, il vescovo ha detto che le case canoniche non possono essere messe a disposizione perchè si crea confusione. Comunque lei non deve chiamarmi omofobo perchè non ha il concetto di omofobia. Chi mi contesta deve farlo se io contraddico la parola di Dio.

DOMANDA – Don Pasquale lei diffonde la parola di Dio sui social e se decide di farlo su fb deve sapere che il suo messaggio viene letto da tutti visto che ha un profilo aperto e accettare chi la contesta. Lei parla di parola di Dio ma poi mi pubblica vignette di bambini che scoprono la masturbazione, in posizioni equivoche, che si toccano parti intime tra loro. Annunciamola questa parola ma poi non si nasconda dietro un dito.

RISPOSTA – Quelle sono vignette prese da libri gender.

DOMANDA – Dunque, ricapitolando, lei condanna tutti: i gay, le lesbiche, i trans, i clandestini le altre religioni ma non condanna carcerati e  boss come Savino Parisi che, anzi, in passato ha difeso a spada tratta tanto da suscitare la reazione dei magistrati dell’antimafia. Ce lo spieghi, perchè un carcerato e un boss meriterebbero il perdono di Dio e i gay la morte?

E’ a questo punto che don Pasquale non solo non ha voluto rispondermi, ha più volte ricordato i suoi legami di amicizia con la famiglia Parisi e ha cacciato me e la mia collaboratrice dalla sua parrocchia definendomi “disonesta perchè si è presentata come direttrice di PalodelColle.Net e in realtà lavora per Repubblica”. Anni fa don Pasquale ha già attirato l’attenzione della stampa, quella dei colleghi di Repubblica per l’appunto, oltre quella dell’ex sindaco Emiliano e dei magistrati dell’antimafia a causa di alcune dichiarazioni a favore del boss di Japigia, oggi smentite ai microfoni di PalodelColle.Net.

Per quanto io sarei lusingata di lavorare in una testata come Repubblica, credo però che l’improvvisa agitazione di don Pasquale non possa essere riconducibile all’appartenenza del giornalista che lo intervista a una testata piuttosto che a un’altra.