Caso Siciliani, Nunziante (vice presidente Puglia): “Fatti 100 tamponi, lunedì si procederà con i test rapidi. Si attende relazione scritta della Asl sulla reale situazione”

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Il caso Siciliani, l’azienda colosso della macellazione delle carni che conta casi Covid-19 al suo interno, fa salire il numero dei contagiati di Palo del Colle (https://www.palodelcolle.net/magazine/covid-19-siciliani-i-cittadini-chiedono-la-chiusura-e-sanificazione-dellazienda-la-asl-ha-applicato-i-protocolli-operativi/). Dopo l’attenzione mediatica, politica e di tutta la comunità palese, ieri il Dipartimento di prevenzione ha messo in atto i protocolli operativi all’interno dell’azienda. A renderlo noto la commissaria prefettizia, Rossana Riflesso (https://www.palodelcolle.net/magazine/coronavirus-siciliani-test-seriologici-a-tutto-il-reparto-macellazione/) che ha rassicurato i cittadini parlando di “una situazione sotto controllo”. Per saperne di più noi di PalodelColle.Net abbiamo intervistato il vice presidente alla Regione Puglia, con delega alla Protezione civile, Antonio Nunziante che ha confermato: “Dalle notizie pervenutemi dal responsabile del Dipartimento di Prevenzione, dott. Domenico Lagravinese, i casi conclamati sono 5: uno ospedalizzato ma dimesso, un altro ancora ricoverato  e tre a casa con sintomi da coronavirus. Ieri i sanitari sono intervenuti in azienda facendo 100 tamponi. Da lunedì – spiega Nunziante – i dipendenti saranno sottoposti a test rapidi i quali individueranno i portatori. Poi, dopo questa prima scrematura, si continuerà a indagare con i tamponi”.

In continuo contatto con le autorità sanitarie, il vice presidente ha confermato che “ieri sera l’azienda è stata sanificata e che, sempre ieri, Siciliani ha fornito i dpi ai dipendenti”. Tuttavia la paura che l’azienda possa costituire rischio di contagio tra personale e familiari rimane. Preoccupazione che evidentemente percepisce anche la commissaria Riflesso “la quale – spiega Nunziante – proprio stamattina alle 11 mi ha comunicato che ha richiesto alla Asl una relazione dettagliata sulla situazione all’interno dell’azienda, dopo di che prenderà provvedimenti. Se saremo di fronte a una seconda Codogno, allora si procederà al commissariamento dell’azienda. Ma è la Asl che dovrà metterlo per iscritto”.

E alla mia domanda su se è il caso di arrivare a una seconda Codogno prima di chiudere, il vice presidente non ha dubbi: “Purtroppo le direttive nazionali parlano chiaro sulle aziende che producono beni di prima necessità e Siciliani è un’azienda che produce beni di prima di necessità per cui ci devono essere delle ragioni di vero pericolo supportate da una relazione Asl prima di procedere”.