Perché Palo festeggia il Ss Crocifisso? La leggenda e le FOTO

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Foto tratte da “L’amore per il paese natio”, collana de “Il Faro palese”.

È tutto pronto per la festività religiosa più sentita dai palesi, quella dedicata al loro patrono, il SS. Crocifisso di auricarro. A rendere ancora più magica l’atmosfera di questa festa, è la suggestiva leggenda che narra del ritrovamento del Crocifisso non molto distante dai ruderi dell’antico casale di auricarro, raccontata dallo storico Francesco Polito in “La storia di Palo”.

La tradizione vuole che, moltissimo tempo fa, un vecchio contadino e suo figlio stessero arando il proprio terreno, arido a causa di una lunga siccità, nella contrada di Auricarro, quando, tra alcuni rovi aggrovigliati ad un grosso macigno, il vecchio vide una bellissima rosa fiammeggiante. I due contadini, stupiti dalla presenza di una rosa così fresca e profumata in una terra tanto arida, decisero di estirparla per impadronirsene e, muniti di zappa, liberarono le radici che affondavano nel masso. Ma, proprio quando riuscirono a sradicarla, apparve ai loro occhi un crocifisso. A tale prodigio ne seguì immediatamente un altro: messo in salvo l’oggetto sacro, una fitta pioggia abbondante ristorò quei terreni ormai secchi da tempo. La voce del miracoloso ritrovamento non tardò a diffondersi, scatenando una disputa tra palesi e torittesi per stabilire il possesso del Crocifisso. Questo, infatti, era stato rinvenuto proprio al confine tra Palo e Toritto. Sarebbe stata la volontà divina a decidere il da farsi. Furono portati nello spiazzo di auricarro, dal quale si diramavano due strade (una per Palo e l’altra per Toritto), due buoi che presero a percorrere la via per Palo. Era quindi deciso: era qui che avrebbe dimorato il Crocifisso.

Nonostante la mancanza di fonti certe, gli storici ritengono veritiero quanto narrato dalla tradizione, ovvero che il Crocifisso fosse stato ritrovato successivamente alla distruzione e al saccheggio del Casale di Auricarro. A rendere plausibile tale ipotesi è la breve distanza del luogo del ritrovamento, dove sorge una chiesetta rupestre in ricordo dell’avvenimento, dall’Auricarro. Tuttavia non è possibile stabilire a quando risalga la realizzazione del Crocifisso. Lo storico Polito, considerando la posizione del Cristo ed il corpo ben modellato, snello e snodato, ritiene che possa essere databile al XVIII secolo, ma non vi è alcuna certezza che quella giunta a noi sia l’opera originale e non un rifacimento.

Sta di fatto che quel Crocifisso è stato da sempre ampiamente venerato dai palesi, non solo durante le due festività ad esso dedicate: in primavera, quando viene portato nella chiesa di Auricarro per benedire i campi, e all’inizio dell’autunno, quando torna in paese. Polito, infatti, racconta che fino ai primi del ‘900 il Crocifisso era protagonista di quella che veniva chiamata “processione di penitenza”, un rito propiziatorio nei periodi di ostinata siccità. La speranza dei fedeli era quella che, proprio come nella leggenda, potesse tornare la pioggia a ristorare i campi grazie all’intervento divino del SS. Crocifisso.

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