Covid scuola dell’infanzia: i bambini avrebbero dovuto essere in quarantena dal 3 ottobre, ma la circolare Asl arriva solo il 14.

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Il caso di positività al Covid nella scuola dell’infanzia di viale della Resistenza assume risvolti inverosimili. In un momento in cui la curva dei contagi raggiunge picchi preoccupanti su tutto il territorio nazionale e la celerità nel tracciamento dei contatti sembra essere una delle armi più efficaci per il contenimento del virus, tra Parma, Bari e Palo pare che qualcosa non sia andato come doveva. Ma ricostruiamo la vicenda. Il 9 ottobre la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Davanzati-Mastromatteo, Angela Buono, aveva comunicato la necessità, in seguito alla positività al Covid di una docente, di chiusura della scuola dell’infanzia di viale della Resistenza per l’operazione di sanificazione degli ambienti. Nessuna quarantena per i bimbi o i docenti. Effettivamente nella circolare inviata dal Dipartimento di prevenzione  alla dirigente scolastica il 9 ottobre, veniva chiesto, così come confermato dal dirigente del Sisp Area Nord, Pasquale Drago, raggiunto telefonicamente “il protocollo di biocontenimento, prevenzione del contagio virus Sars-Cov 2; il nominativo del medico competente al fine di ricostruire la catena dei contatti e del referente Cov-19; sanificazione straordinaria di tutte le altre zone nelle quali la docente ha sostato; elenco di eventuali colleghi ed altri operatori scolastici venuti in contatto con la docente Sars-Cov-2 positiva”. Nessun riferimento al nominativo dei bimbi.

 

Eppure secondo il documento dell’Istituto Superiore di Sanità, la procedura è chiara: se il “test è positivo, si notifica il caso e si avvia la ricerca dei contatti e le azioni di sanificazione straordinaria della struttura scolastica nella sua parte interessata. Per il rientro in comunità bisognerà attendere la guarigione clinica (cioè la totale assenza di sintomi). […] Il referente scolastico COVID-19 deve fornire al Dipartimento di prevenzione l’elenco dei compagni di classe, nonché degli insegnanti del caso confermato che sono stati a contatto nelle 48 ore precedenti l’insorgenza dei sintomi. I contatti stretti individuati dal Dipartimento di Prevenzione con le consuete attività di contact tracing, saranno posti in quarantena per 14 giorni dalla data dell’ultimo contatto con il caso confermato. Il DdP deciderà la strategia più adatta circa eventuali screening al personale scolastico e agli alunni“. Secondo il dirigente Asl tuttavia “non c’è stata alcuna risposta alle mail da parte della direzione scolastica tanto da essere costretti a contattarli telefonicamente per dare le giuste direttive. Inoltre abbiamo inviato una nota integrativa in cui si richiedeva anche l’elenco degli alunni. Si dovrebbe sapere comunque che, secondo il dpcm del 7 settembre, la responsabilità in questi casi è del referente Covid e del dirigente scolastico” tuona Drago.

Tampone positivo, ricerca dei contatti con aiuto del referente Covid-19 per porli in quarantena e sanificazione dei locali. Sembrerebbe semplice e lineare. In realtà la macchina amministrativa e burocratica non ha funzionato e i giorni si sono allungati. Giorni in cui i bambini hanno continuato tranquillamente a frequentare la scuola. Bambini che, e qui arriva il paradosso, secondo un’altra circolare del Dipartimento di Prevenzione del 14 ottobre, avrebbero dovuto essere in isolamento fiduciario dal 3 al 16 ottobre. Ebbene sì, 3 ottobre, data dell’ultimo probabile contatto con il caso confermato. “E’ quanto ci ha comunicato la Asl di Parma (città in cui la docente si trovava nel momento in cui ha effettuato il test e dove è attualmente in quarantena, ndr)” spiega Drago che conferma  come la prima comunicazione  tra i dipartimenti sia avvenuta comunque il 9 ottobre, sei giorni oltre la data utile per mettere in isolamento fiduciario bambini e docenti. Quindi, secondo quanto ricostruito, Parma pare abbia comunicato tardi il da farsi a Bari, e Palo non ha risposto celermente a Bari, j’accuse che la preside Buono contesta fortemente e in una nota fa sapere: “Sento di dover sottolineare che l’Istituzione scolastica da me rappresentata, per fronteggiare la difficile situazione venutasi a creare, ha messo in atto tutto quanto di sua competenza. I protocolli per la gestione e il contenimento di casi e focolai di SARS- CoV- 2 sono stati rispettati, così come quelli  richiesti dal Dipartimento di Prevenzione della ASL Bari Nord, protocollati e agli atti. Se i dirigenti scolastici avessero “poteri magici”, anche per quelle funzioni che non sono di loro pertinenza, io stessa li avrei utilizzati per garantire la massima sicurezza ai minori, ai docenti e a tutti gli operatori della Comunità scolastica che rappresento e del contesto sociale nel quale opera”.

Cosa succederà ora? Gli alunni faranno quarantena, tamponi? L’unico dato che consola è che i bimbi stiano tutti bene e che il plesso di viale della Resistenza non si sia trasformato in un pericoloso cluster.