Centro comunale di raccolta rifiuti: il grande assente. Interviste a Nunzio Cutrone (Sel) e Raffaele Tamma (Movimento insieme per Palo)

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Il Centro comunale di raccolta rifiuti (Ccr) è la più grande mancanza dell’ avvio, stentato, della raccolta porta a porta. Per avere un’ idea chiara sulla sua importanza basti pensare che nel dizionario dei rifiuti dell’Aro sono presenti circa 450 tipologie: di queste 111 voci possono essere smaltite solo conferendole al Ccr e altre 71 tipologie di rifiuti sono inserite tra “Raccolta su chiamata-Ccr”.

Quindi a Palo non è ancora chiaro come verranno conferite circa 180 tipologie di rifiuti dato che non si può farlo presso un centro raccolta comunale.

Con l’intervista rilasciataci dall’assessore Savino, abbiamo appreso che l’attuale amministrazione ha optato per un nuovo centro di raccolta la cui localizzazione e progettazione sono ancora da definire.

Il consigliere Domenico Conte, in un commento pubblicato sul  suo nuovo blog Noiconte, ha criticato questa decisione, lamentando l’assenza di una strategia e rivendicando la progettazione del Ccr in via don Sturzo che ritiene fosse già completata anche se poi afferma che il progetto era mancante dell’approvazione dell’Asl, aspetto ripetuto anche dall’attuale assessore al ramo.

Per fare maggiore chiarezza sulle problematiche prospettate, abbiamo ritenuto opportuno sentire altre due campane, persone che, pur essendo fuori dal consiglio comunale, conoscono molto bene l’argomento: Nunzio Cutrone, esponente locale di Sel e consigliere di minoranza nell’amministrazione Conte e Raffaele Tamma, portavoce del movimento Insieme per Palo.

Così Nunzio Cutrone nell’intervista a PalodelColle.Net

DOMANDA –  Quando l’amministrazione Conte individuava nell’immobile di via don Sturzo il centro di raccolta comunale fu comunicato al consiglio tale scelta e fu oggetto di dibattito? Se sì, potrebbe ricordarne i termini?

 RISPOSTA – E’ necessaria innanzitutto una premessa. L’immobile di via Sturzo è stato per i palesi il centro dove poter scaricare i propri rifiuti ingombranti, il deposito e lo stoccaggio dei rifiuti rinvenienti dalla minima percentuale di raccolta differenziata ed anche il ricovero dei mezzi per la raccolta dei rifiuti. E tale è rimasto per tutti questi anni. Della volontà di realizzarvi il Ccr  da parte dell’amministrazione Conte, si trova traccia in alcune delibere di Giunta e determine del responsabile del servizio del 2011 – 2012, con le quali si pensava di dotarsi di un Pcrd (Piano comunale di raccolta differenziata) facendo ricorso alla richiesta di finanziamento al Fesr 2007-2013 con un progetto redatto da professionisti vicino alla precedente amministrazione, il cui affidamento non è molto chiaro.

DOMANDA – E’ stato comunicato al consiglio comunale i motivi per cui l’Asl ha tardato l’approvazione del progetto di ammodernamento?

RISPOSTA – Non sono a conoscenza di un parere della Asl sull’approvazione di un progetto. Le amministrazioni sono poco trasparenti e tendono a volte a sottacere il lavoro svolto perché è il frutto dei funzionari. Un Ente chiamato a dover dare un parere  potrebbe richiede degli adeguamenti. Ma questa storia della Asl mi sembra l’ennesima macchinazione per attribuire ad altri responsabilità politiche proprie. E a questo siamo ampiamente abituati dalla nostra classe politica e non ci sorprende. Anche l’attuale amministrazione non è tanto da meno; per esempio attribuisce alla ditta appaltatrice, la Cogeir, la mancanza di organizzazione di questo avvio di gestione del porta a porta.

DOMANDA –  Sel tra la soluzione adottata dalla amministrazione Zaccheo e quella predisposta da quella Conte quale ritiene più valida?

RISPOSTA – Della soluzione dell’amministrazione Zaccheo si conosce solo, e per mezzo stampa, la probabile localizzazione: hanno in mente di espropriare un terreno a ridosso della circonvallazione. Questa proposta ci sembra molto onerosa oltre che dai tempi di realizzazione estremamente lunghi; infatti si rischia di andare oltre la fine del quinquennio amministrativo. Non possiamo permetterci di rimanere senza Ccr per quasi tutto il periodo dell’appalto che è di nove anni. E non riteniamo opportuno l’ammodernamento dell’immobile di via Sturzo perché i suoi spazi non sono adeguati ad un Ccr moderno, in previsione di una sua espansione nel caso funga anche da centro di riuso e riciclo come prevedono le buone pratiche della strategia “rifiuti zero”. L’immobile di via Sturzo è inadeguato rispetto anche allo schema di Ccr previsto nel Piano industriale. Quell’immobile con relativi spazi esterni potrebbe essere utilizzato per altri scopi di natura sociale. Invece pensiamo che sia possibile, con dei lavori di ammodernamento e di adeguamento, rimettere in sesto i capannoni dell’ex lottizzazione Sivilli, acquisti al patrimonio del nostro comune e localizzati lungo la statale 96. Questa è stata la nostra proposta all’amministrazione Conte e che rinnoviamo anche all’attuale amministrazione.

Così Raffaele Tamma nell’intervista a PalodelColle.Net:

DOMANDA – Quali sono a suo avviso le problematiche che possono generare le lamentele da parte dei residenti di via Sturzo, come indicato dall’assessore Savino, in merito al deposito della frazione di umido per 72 ore?

RISPOSTA – Il capitolato speciale afferma “Deve essere evitato ogni danno e rischio alla salute, all’incolumità, al benessere ed alla sicurezza della collettività e dei singoli, deve essere garantito il rispetto delle esigenze igienico-sanitarie ed evitato ogni rischio di inquinamento dell’aria, dell’acqua, del suolo e del sottosuolo”

DOMANDA – La raccolta porta a porta è partita ma senza Ccr. Può indicare i vari inconvenienti che tale situazione genera, considerando che siamo l’unico comune dell’Aro Ba2 ad aver avviato il porta a porta senza un centro raccolta?

RISPOSTA – La mancanza di un Ccr giustifica l’eventuale non raggiungimento degli obiettivi di differenziata che deve perseguire l’azienda che cura la gestione. Riduce il costo del canone mensile in quanto il mancato servizio era inizialmente ricompreso nel canone pattuito tra Comune e azienda appaltatrice, ma potrebbe, purtroppo, incrementare l’abbandono dei rifiuti ed impedire quelle incentivazioni al conferimento diretto che lo stesso capitolato prevede.

DOMANDA – Quali soluzioni-tampone possono essere adottate?

RISPOSTA – Una possibile soluzione, limitata alla circostanza dell’attuale inesistenza, potrebbe essere rappresentata dalla sistemazione,i n luogo idoneo, di una o più isola ecologica che, comunque resterebbe insufficiente alle effettive esigenze dell’intera cittadinanza.