Scuola dell’infanzia viale della Resistenza: erba alta e gradini sconnessi. Ancora nessun intervento del Comune.

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La scuola riapre il 24 o il 28? banchi con le rotelle o senza? I più piccoli avranno ancora a disposizione i loro giochi? Tante le perplessità sulla ripresa della Scuola nel post Covid. Tante le polemiche su insegnanti che non si sono presentate, su quelle che si sono presentate ma non sono ben organizzate. Ancora di più le previsioni, dal “non riaprirà mai” al “appena aprirà chiuderà”. La realtà Scuola pare sia diventata un gioco a quiz. Anche a Palo, dove domenica 20 e lunedì 21 si voterà per le amministrative, aleggia ancora un alone di mistero sulla riapertura degli Istituti scolastici. Eppure le docenti dell’Istituto comprensivo Davanzati Mastromatteo fanno sapere di essere all’opera da settimane ormai: lettura planimetria, organizzazione aule, pulizia, rispetto delle misure per una didattica anti covid. Tutto procede, se pur nella complessità della situazione, tranne quegli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria a cui il Comune di Palo non ha ancora provveduto. Il cortile della scuola dell’infanzia di viale della Resistenza al momento è inagibile: erba incolta e alta ma, soprattutto, una scaletta di accesso dall’interno dell’edificio all’esterno, completamente deteriorata. Il problema è stato attenzionato dalla direttrice dei servizi generali e amministrativi (Dsga) e dalla responsabile di Plesso, Grazia Clemente, che dichiara: “Io denuncio per via istituzionale, con pec, non sui social”.

Gradini rotti e divelti, troppo pericolosi per bimbi di poco più di tre anni. Dall’Ufficio tecnico del Comune ancora nessuna risposta a riguardo. La commissaria Riflesso, che attende con ansia di lasciare Palo al neo eletto sindaco, non prende posizioni, nonostante i fondi a disposizione della Scuola. La sanificazione degli ambienti, a carico del Comune, non è stata ancora effettuata. Proprio per le disposizioni ministeriali quest’anno alcune classi della scuola dell’infanzia sul viale della Resistenza entreranno anche dal retro, là dove giace erba alta e gradini sconnessi. Una condizione di degrado che fa passare in secondo piano le problematiche annesse al coronavirus. In un Paese normale la didattica viene ripensata e stravolta: sempre più si propone di vivere gli spazi all’aperto, non solo per evitare assembramenti, ma per educare i bimbi al contatto con la Natura, avvicinandoli al giardinaggio, agli orti botanici, insegnandogli a sporcarsi le mani di terra per instaurare quel contatto ancestrale con un pianeta troppo spesso stuprato e corrotto, ormai malato. A Palo no. A Palo a mala pena si taglia l’erba dai cortili. A Palo si aspetta che un bimbo si faccia male prima di ripristinare dei gradini, nonostante le varie segnalazioni. A Palo tutto tace in attesa del nuovo sindaco, come se il venire incontro alle esigenze di una comunità dipendesse da una sola figura e non dagli uffici preposti. A Palo si guarda al dito e non alla luna.