“Abbattiamo i muri, costruiamo i ponti” con l’arte contemporanea. Intervista all’assessore Bernardo Bottalico.

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Per la prima volta il Comune di Palo del Colle entra a far parte del circuito dei Musei d’Arte Contemporanea (Amaci), dando vita a una due giorni di esposizioni, incontri, ed estemporanee. A parlarcene l’assessore alla Cultura Bernardo Bottalico.

DOMANDA – Che cos’è Amaci?

RISPOSTA – Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani. Per la prima volta il Comune di Palo si è iscritto, entrando a far parte di un circuito nazionale che è alla sua XII edizione. In tale occasione a Palo ci sarà una due giorni, 15 e 16 ottobre, sul tema cardine dell’evento deciso da Emilio Isgrò, pittore contemporaneo e rappresentante di Amaci, ‘Preghiera per l’Europa’. Io personalmente ho scelto un’altra sfumatura, e il tema per Palo sarà ‘Abbattiamo i muri, costruiamo i ponti’; i muri delle barriere razziali, culturali e religiose.

DOMANDA – Come nasce l’idea di entrare a far parte di Amaci?

RISPOSTA – Ho sempre pensato che il nostro Paese, soprattutto la parte vecchia, rappresentasse un centro di attrazione culturale. Quindi, sfruttando questa possibilità dataci dall’associazione dei Musei d’Arte Contemporanea, ho cercato di immaginare subito nella mia mente le possibili location palesi come sedi espositive di arte contemporanea. Nello specifico sarà coinvolto il palazzo comunale che diventerà un contenitore di opere d’arte. Esporranno ragazzi dell’Accademia delle Belle Arti, artisti emergenti, artisti già conosciuti sia di Palo che dei dintorni. Non sarà una mostra statica ma dinamica, itinerante. Sarebbe stato più semplice organizzare tutto in una sede ma ho voluto osare.

DOMANDA – Dunque Arte Contemporanea. Palo inizia a guardare al futuro?

RISPOSTA – Sì. Io ho una mia idea di arte contemporanea in quanto non ben definita, non si può classificare. E’ bella perchè riprende tutte le forme d’arte precedenti, rivisitandole. Lo stesso vale per le sedi che ospiteranno queste mostre, se pur antiche, tante medioevali, ma volevamo abbattere i muri e farle fondere con il contenuto delle opere esposte. Per questo abbiamo lasciato largo spazio a tutti gli iscritti.

DOMANDA – Questa forma di decontestualizzazione estetica, che i dadaisti avrebbero chiamato ready-made, non ha paura che crei spaesamento nei palesi  non abituati a tutto questo?

RISPOSTA – E’ una bella sfida. Mi sono confrontato con più persone tra cui il nostro sindaco e la maggioranza, ma crediamo non ci debbano essere dei limiti, proprio in quella visione di andare oltre le barriere, oltre i muri.

DOMANDA – Quanto è costato l’evento?

RISPOSTA – Praticamente zero se consideriamo che il service è quello che mette a disposizione il Comune di Palo del Colle, ed è il minimo indispensabile. La mostra è gratuita e noi mettiamo a disposizione l’arte che non ha prezzo. C’è tanta curiosità e spero che la risposta sia positiva.

DOMANDA – Rimarranno delle opere all’interno di Palazzo san Domenico?

RISPOSTA – Questa sarà una chicca. All’interno del Palazzo, oltre all’esposizione di tutti gli artisti, sarà realizzata un’opera estemporanea su un pannello di compensato, dal miglior writer del Sud, Michele Lorusso, che rimarrà per sempre al Comune di Palo del Colle.