“Italiani meno rappresentati”: le ragioni del NO al referendum secondo i Giovani Democratici Palo del Colle

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa congiunto Giovani Democratici che spiega le loro ragioni del NO al referendum.

Referendum sul taglio dei parlamentari. Noi diciamo no! Il 20 e il 21 settembre saranno due giornate cruciali per il destino dei nostri comuni, della nostra Regione e dell’Italia intera.  Saremo chiamati ad un triplice esercizio di voto: tanti sono i militanti impegnati nelle campagne elettorali per le elezioni Amministrative e Regionali, e a cui facciamo un grande in bocca al lupo“.

Ma come Giovani Democratici, e ancor prima come ragazze e ragazzi responsabili del proprio futuro, sentiamo fortemente l’esigenza di schierarci sul Referendum Costituzionale sul taglio dei Parlamentari. Questo referendum è uno dei più pericolosi degli ultimi decenni: l’obbiettivo è quello di tagliare la rappresentanza democratica di ben 345 tra Deputati (da 630 a 400) e Senatori (da 315 a 200), riducendo di oltre un terzo l’attuale Parlamento. In primo luogo, non è possibile giustificare la scelta di questa riforma Costituzionale per un risparmio che effettivamente non esiste: si tratterebbe, infatti, di poche decine di milioni di euro, circa lo 0,007% della spesa pubblica, a fronte di uno sperpero di miliardi anno per anno. In secondo luogo, ridurre il tutto ad una millantata efficienza attraverso un numero minore di parlamentari, non è un messaggio sano e veritiero“.

Non essendo prevista nessuna riforma dei Regolamenti, le commissioni saranno accorpate e renderanno più complesso lo svolgimento dei lavori e una rapida risoluzione degli stessi: questo significa tempi più dilazionati, e quindi meno efficienza. Gli italiani saranno meglio rappresentati? Certamente no“.

Come sappiamo, la storia insegna che decidere in pochi non è mai una giusta scelta, ma soprattutto questo sistema non gioverebbe ai piccoli partiti, i quali rischierebbero di non avere rappresentanti in Parlamento; i collegi, inoltre, sarebbero molto più grandi, portando ad un imponente distacco fra rappresentante e rappresentato: la Puglia, ad esempio, attraverso questo taglio si ritroverebbe con il 33% in meno dei suoi rappresentanti (da 42 Deputati e 20 Senatori, a 27 Deputati e 13 Senatori) e l’Italia sarebbe all’ultimo posto in Europa come rappresentanza in base alla popolazione. Noi non vogliamo essere complici del raggiungimento di questo triste primato, e crediamo convintamente che questo sistema si debba cambiare, ma con altri tipi di riforme“.

A nostro avviso, infatti, sarebbe più urgente e consona una riforma della Legge Elettorale, che consenta potere decisionale ai cittadini attraverso vere e proprie preferenze dei candidati: questo sarebbe, fra l’altro, un incentivo a fare meglio in Parlamento, dovendo rispondere direttamente agli elettori e a tutti i cittadini. Sarebbe altresì opportuna una riforma organica della Costituzione, che preveda l’abolizione del bicameralismo perfetto, e riveda prontamente le competenze e i rapporti fra lo Stato e le Regioni“.

Per questi motivi, abbiamo deciso di unire le forze e aderire al Comitato Provinciale di NOstra Bari. Nei prossimi giorni seguiranno eventi che organizzeremo con altri comitati per il NO al Referendum. Nonostante il periodo denso di impegni, abbiamo sentito nostra questa battaglia, basata sul dovere civico e morale, che da sempre contraddistingue i Giovani Democratici. E per questo, i circoli dei Giovani Democratici di Bari, Altamura, Bitonto, Molfetta, Monopoli, Palo del Colle e Putignano, il 20 e 21 settembre voteranno NO“.